Neuro Web Design: una mappa mentale del libro di Susan Weinschenk

Nel 2009 Susan Weinschenk pubblica Neuro Web Design un libro dedicato all’applicazione delle tecniche di comunicazione persuasiva al web design.
Quando l’ho letto l’anno scorso, l’ho trovato utile e molto semplice da capire e mettere in pratica.
Riprendendolo in mano la scorsa settimana ho deciso che queste sono le informazioni che bisogna sempre tenere in mente, quando dobbiamo scrivere un post, un comunicato stampa o una landing page.
Come ho deciso di fermare nella mente le indicazioni di Susan Weinschenk? Facendo una mappa mentale! Mettere insieme le informazioni importanti, strutturarle in immagini e percorsi dalla forma delle sinapsi neuronali è sicuramente il modo più facile per memorizzare.
Mi sono fatta la mia mappa mentale e ho pensato di condividerla con voi, così se avete letto il libro potete usarla per ricordarlo meglio oppure potete farvi venire molta voglia di comprarlo subito, spiando tra questi punti chiave.
Voglia di approfondire?

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Giulietta 2.0: l’amore ai tempi di Whatsapp

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Chi meglio degli innamorati più famosi del mondo, può regalare un San Valentino da sogno a Verona?!

L’impresa non è facile, bisogna convincere Giulietta della bellezza della propria storia d’amore, scrivendole su Whatsapp. Eh già, proprio la chat usata da più di 350 milioni di persone nel mondo.

Ad ospitare questa iniziativa è il Borsari36, mentre la creatività è dell’Agenzia Perdonà, che con il ristorante veronese ha già organizzato con successo due edizioni del talent show per appassionati di cucina Il Borsari è Servito (voci di corridoio danno per imminente l’apertura delle selezioni per la terza stagione).

Quindi come si partecipa a questo sogno d’amore? Bisogna aggiungere Giulietta alla propria rubrica di Whatsapp, il suo numero è 389/2670278, e conquistarla con pensieri d’amore, video, canzoni, dediche tutto nello spazio di una chat.

Il messaggio più romantico e creativo si aggiudicherà una cena da sogno la sera di San Valentino ad un tavolo appartato con servizio esclusivo. A scegliere il messaggio sarà lo staff del Borsari36.

Niente male eh? 

Tutte le informazioni le trovate sulla pagina Facebook del ristorante Borsari36. Se tentate la fortuna fatemi sapere cosa vi risponde Giulietta!

 

 

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Come costruire una strategia online per un cliente in 8 passi.

social media planning

L’unica cosa che mi piace di The Apprentice è la frase top di Briatore “parla come mangi” (tu la mattina cosa fai, colazione o breakfast?).

Ecco perchè posto principalmente articoli in inglese: trovo che la cultura d’oltreoceano sia basata più sulla pratica che sulla fuffa, quindi la assimilo e la apprezzo molto di più. Meno giri di parole, più indicazioni utili su come muoversi in questo campo così di moda.

Condivido molto volentieri questo articolo di Moz.com che fornisce una guida in 8 passi su come impostare insieme ad un cliente la sua strategia online, che sia sito, blog o social network.

Riassumendo (per farvi venire ancora più voglia di leggerlo):

1. ANALIZZARE E OSSERVARE

E’ il momento di farsi un’idea del mercato di riferimento.

– cosa fa (o non fa) il cliente sui suoi canali social, sul sito o sul blog?

– come si comportano i competitor (che ci saremo fatti segnalare dal cliente)?

– quali sono i temi in comune tra il cliente e i competitor? Cosa si potrebbe fare meglio? Quali sono i gap e come si possono riempire?

2. COSTRUIRE LA COMMUNITY ONLINE

Prendiamo possesso del territorio nel quale il cliente dovrà muoversi, dobbiamo “acclimatarci”. Scoviamo gli influencers da seguire tra blog e Twitter (usando Followerwonk). Leggiamo i contenuti che postano, cominciamo a creare una relazione con loro, aggiungiamo alle nostre liste/cerchie ecc quelli che anche loro seguono. Cerchiamo di capire come opera la community online: frequenza di pubblicazione, tipo di contenuto, tono di voce, ecc.

3. SVILUPPARE LA PROPRIA STRATEGIA ED IL PROPRIO CALENDARIO

All’inizio di tutto il processo chiediamo al nostro cliente quali sono i suoi obiettivi e le sue aspettative, così possiamo intervenire subito nel caso non fossero realistiche (tipo da 0 a 10.000 follower in un mese).

Per ogni obiettivo scrivete cosa farete per raggiungerlo (nell’articolo vedete un esempio); azioni che comprendono la creazione di contenuti come anche app, contest, eventi ecc.

Usando Google Calendar mettete nero su bianco tutte le attività da fare (questa è sicuramente la fase più noiosa, lunga e seccante, ma credo che sia anche quella che poi ti fa tirare la maggior parte dei sospiri di sollievo. Assicurati che nella strategia siano integrate tutte le leve possibili: SEO, email marketing, social media ecc.

4. CREARE IL VALORE

Una volta che la strategia è fatta bisogna creare i contenuti che saranno video, post, stati, album di foto, infografiche e chi più ne ha più ne metta. Tenendo ben presenti gli obiettivi e avendo davanti il calendario delle uscite, sarà più facile mettere mano alla produzione. Un consiglio è quello di aggiungere link ad altri contenuti di valore, così da alimentare la community segnalando agli autori che abbiamo trovato interessante il loro contenuto e che lo abbiamo citato in uno dei nostri articoli.

5. SPARGERE LA VOCE

Abbiamo preparato il contenuto e adesso dobbiamo distribuirlo sulle piattaforme che abbiamo scelto. Anche se la tentazione è tanta, meglio prendersi il tempo per adattare ogni messaggio, perchè le modalità sono diverse ed anche i target che le popolano.

Nel settimo step, poi, si vedrà se cambiare giorno, tono, frequenza ecc.

6. MONITORARE E COINVOLGERE

Una volta che abbiamo condiviso i nostri contenuti dobbiamo tenere traccia delle risposte che generano: retweets, menzioni, commenti, ecc. Se non ci sono reazioni, possiamo cercare di capire cosa possiamo cambiare nella strategia e prendere in considerazione anche di coinvolgere direttamente con mailing o messaggi diretti sui social.

Anche se non ci occupiamo noi della fase di condivisione dei contenuti, teniamo d’occhio tutto e aggiorniamo il cliente in modo che possa imparare come migliorare i risultati della strategia.

7. MISURARE E ANALIZZARE

Penultimo passo! (Vediamo se dopo un articolo del genere qualcuno ancora osa dire che basta smanettare su Facebook per fare social media marketing).

Questa è la fase di reportistica al cliente; al contrario di quanto succede all’estero è più probabile che sia un resoconto dei vostri risultati più che di quelli del cliente. Per esperienza, se avete più clienti, non è facile fare report bisettimanali come indicato nell’articolo, ma quello mensile è quasi doveroso; cosa si inserisce?

– attività social media significative (aumento dei followers, menzioni, posizionamento, link building, ecc)

– trends che abbiamo visto

– screen shots degli Insights di Facebook, Sprout Social o altri software che utilizzate per il monitoraggio

8. INTASCARE E RICOMINCIARE

Festeggiamo le vittorie e coinvolgiamo il cliente nell’entusiasmo di un influencer che ci cita o di un link da un altro blog. Poi concentriamoci sulla strategia e…ricominciamo.

Ecco qui, da Moz.com c’è sempre da imparare molto; ammiro la tecnica e l’organizzazione strategica delle grandi agenzie straniere, e il mio buon proposito è cominciare ad applicare queste strategie anche nella gestione dei clienti italian style.

E voi che ne pensate? E’ fattibile? Fatemelo sapere nei commenti e sentitevi liberi di condividere questo articolo se lo avete trovato utile.

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Anche Pinterest introduce il contenuto suggerito

“Il contesto conta”, ecco il messaggio di questo articolo di Hubspot sulla (ennesima) novità in casa Pinterest: le board create con i contenuti che potrebbero interessarci.

Anche il social network delle immagini ci suggerisce foto e infografiche basate sulle nostre attività più recenti e più consistenti. Ad un primo controllo del mio profilo non è ancora stata attivata in Italia, ma dando uno sguardo alle immagini postate nel post da Pamela Vaughan troviamo la nuova funzionalità nel menù generale dal quale accediamo alla scelta delle categorie normalmente, facile ed intuitivo.

A cosa servono i contenuti contestualizzati per il nostro business? Da un’analisi di 93.000 calls-to-action create l’anno scorso da Hubspot, quelle differenziate in base agli interessi specifici del target hanno avuto un 42% in più di tasso di visione-sottoscrizione rispetto a quelle che avevano un design indifferenziato per tutti i visitatori.

Il contesto è qui per rimanere ed i messaggi del futuro saranno sempre più tagliati su misura per i nostri interlocutori.

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Google Analytics 2013

See on Scoop.itBusiness matters

Versione aggiornata di una precedente presentazione su Google Analytics. Si descrivono i passi iniziali per configurare al meglio Google analytics: dalla creazi

See on www.slideshare.net

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Usare Instagram per costruire la brand personality

See on Scoop.itBusiness matters

Instagram is one of the fastest growing mobile apps. How do you take advantage of its 150 million users? Here are 6 Tips for Instagram marketing mastery

anna tagliapietra‘s insight:

Si stima che Instagram non abbia mai arrestato la sua crescita dal 2010, arrivando oggi a contare circa 150 milioni di utenti attivi al mese.

Possiamo veramente fare a meno di integrarlo nella nostra strategia sui social media? Vediamo alcuni dei motivi che Jeff Bullas elenca per convincerci a non perdere l’occasione di creare un rapporto con il nostro target anche sul social fotografico più amato al momento.

Partiamo con i consigli meno originali:

– saper ascoltare

– creare conversazioni coinvolgenti

– postare immagini originali

Ok, fino a qui potevamo immaginarlo tutti. Come anche il punto nr. 1, ovvero usare lo spazio della bio per fare un pò di sana SEO e presentare il nostro brand come si deve.

Al punto nr. 2 arriva il tip che mi piace di più e che scardina una delle credenze che in molti hanno sui post per i social fotografici come Instagram e Pinterest: le immagini non sono quelle di qualità che uscirebbero sulla pagina pubblicitaria istituzionale, ma sono personali, quasi sfocate, prese al volo in momenti che raccontano di noi e del nostro brand. 

Quindi più personalità e meno estetica, più umanità e meno dettagli. Alla fine è logico: sui social ci stanno le persone, non i target.

Consiglio nr. 3, imprescindibile se volete posizionarvi su Instagram è l’uso degli hashtags. Inventatene uno che sia solo vostro e poi fate una ricerca con quelli correlati al vostro mercato per vedere quali mettere in ogni foto. 

All’interno del punto nr. 4 prendiamo spunto dalle ultime righe: seguite chi vi segue, fa piacere ai vostri follower e dà la possibilità di essere visti dalla loro community.

Al nr. 5 ci sono i contest. Ci sono varie forme di contest che possono essere ospitati su Instagram, scegliete quello più facile da gestire per voi (penso soprattutto ai piccoli business) e promuovetelo anche sul vostro sito e sui vari account social aziendali.

E voi, state già usando Instagram per il vostro brand? Qual è la strategia che vi sta portando più successo?

See on www.jeffbullas.com

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Intervista con l’artista. Due chiacchiere con Matteo Cattonar

L’ispirazione è qualcosa che c’è nell’aria e che chiunque potrebbe catturare”.

Inizia così la chiacchierata con Matteo Cattonar, classe 1976, originario di Verona. Artista da sempre, da quando bambino delle elementari veniva etichettato come “strano” per i suoi disegni di robot e astronavi. Troppo creativo.

Ma non per suo padre, che da adolescente vendeva disegni in cambio di sigarette in collegio, e che ha sempre voluto dare a suo figlio l’occasione che lui non aveva avuto.

Ispirazione, dicevamo. Se è a portata di tutti, perché non siamo tutti artisti?

“Tante persone sono artiste nel loro campo spesso senza neanche saperlo, ma tante non seguono la loro vocazione perchè purtroppo sono prigioniere della ricerca della “normalità” e non riescono a catturarla e ad incanalarla, la scacciano come si trattasse di un virus che li può infettare. Io ho la fortuna di fare una vita in cui mi occupo di quello che mi piace, la difendo, e ringrazio gli amici e la famiglia che mi riportano a questo principio ogni volta che rischio di deviare. Mi interessano i libri, le camminate, le matite…non ho nemmeno la macchina! Questo per dire che non è facile seguire la propria vocazione, che ci vogliono dei sacrifici. Ma secondo me ne vale la pena.”

Dipingi sempre?

“Diciamo che posso dipingere per 5 giorni di fila, o stare mesi senza toccare una tela. Questo però succede se non sono o non mi sento libero. Devo far fluire la creatività, devo potermi alzare di notte e prendere a schiaffi il colore se mi viene in mente.”

Prendere a schiaffi il colore?!

“Il mio modo di dipingere è molto instintuale. Uso strumenti strani: il mio preferito è un barattolo di shampoo che uso per fare degli effetti di spruzzo e quel risultato sui fondali non me lo dà nessun altro strumento.

Uso la vernice delle bombolette, ma non sono un writer, non sono così preciso. Dipingo con le tinture per i mobili per le loro tonalità e la reazione a certi stimoli chimici. La mia passione però sono i barattoli: ne ho una collezione infinita! Li uso per mescolare, sperimentare e vedere che effetto fanno i colori. Se non mi piace copro tutto!”

Ti succede spesso di coprire un quadro?

“Si! Quando cominci a fare un quadro devi accettare il fatto che potresti anche doverlo distruggere. Anche se ci ho lavorato 10 ore, se non mi emoziona lo copro. Quando guardo un mio quadro devo avere l’impressione di stare conoscendo qualcuno, devo percepirne la storia.

Sotto molti miei quadri ce ne sono altri due o tre, in un processo di distruzione e trasformazione e il risultato finale tante volte viene proprio da lì.”

Ti definisci un socialmente pigro…

“Sono un amante della solitudine e questo credo influisca molto sull’attrazione che una persona può avere per la vita sociale. Diciamo che mi ritengo socialmente pigro a livello virtuale (internet, twitter ecc…) e mondanamente ingenuo: gli eventi mondani mi affascinano e spaventano allo stesso tempo come pianeti sconosciuti di cui non conosci le leggi fisiche e sociali e in cui mi sembra sempre di trovarmi per la prima volta.

Per quanto riguarda il mio rapporto con la tecnologia è pessimo, non sono io che odio lei è lei che odia me, gli sto proprio antipatico giuro.”

E su questa ultima frase posso testimoniare io: ho assistito ad una sfuriata di Matteo al suo cellulare perché dopo l’aggiornamento non c’era più la sua funzionalità preferita di T9…

Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Perdonà di Verona, adesso potete comprare le stampe di Matteo anche online, sia dalla sua pagina Facebook (facebook.com/MatteoCattonarArtist) sia dal sito (www.matteocattonar.com).

Vi consiglio una sbirciatina, ne vale davvero la pena.

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