Seguire un project work #SDBprogetto9

Da febbraio sto seguendo un master in Social Media Marketing con SQcuola di Blog. E’ un master a distanza, quindi online, gratuito perchè sponsorizzato da aziende in cambio di un progetto strategico preparato ad hoc.

Dopo mesi di lezioni sui social network, la comunicazione aziendale, il web marketing persuasivo e tanti altri, noi blogger siamo stati affidati ad un vero project work e da oggi mi seguirete live nel viaggio che porta un social media manager a soddisfare le richieste del proprio cliente.

La fase uno è quella di organizzare il lavoro, vi potrà capitare di dover collaborare con persone che non sono fisicamente vicine a voi e, quindi, bisognerà adoperare al meglio gli strumenti che il web mette a disposizione: creare un gruppo chiuso su Facebook in cui confrontarsi su questioni che si presentano nel work in progress; condividere una cartella su Google Drive (oppure su Dropbox) in modo da potersi scambiare files senza doversi inondare di email (soluzione comoda anche quando bisogna aggiornare il cliente che così può accedere quando vuole al materiale che gli preparate); usare Skype per confrontarsi vis-a-vis (più o meno) e discutere strategie e dividersi i compiti.

In questo project work il cliente ha fornito un brief piuttosto dettagliato con la storia del brand, il percorso fatto finora e gli obiettivi primari del progetto, ma nella maggior parte dei casi questo non succede; la cosa fondamentale, quindi, è quella di capire quali sono gli obiettivi principali, perchè solo così potrete sviluppare il vostro piano di comunicazione. Chiedete al cliente quali sono i valori e le USP (unique selling propositions) del prodotto/brand di riferimento, quali gli obiettivi che vuole raggiungere attraverso i social media: ricordate che siete voi a doverlo guidare nella individuazione di traguardi concreti e misurabili!

#SDBprogetto9 (potete seguirlo anche su Twitter con questo hashtag) al momento è nella prima fase: individuazione e divisione dei compiti nel team, lettura e comprensione del brief del cliente.

La seconda fase sarà quella di listening, che è il primo, imprescindibile, passo per un piano strategico professionale e basato sui dati statistici e non sulle impressioni personali: non conta quello che pensiamo noi, ma quello che dice la gente. L’utente di riferimento può avere dubbi e difficoltà che noi non abbiamo, ma che devono essere risolti e soddisfatti da quello che proporremo al cliente.

La fase di ascolto è importante per comprendere il nostro pubblico di riferimento: cosa dicono? Dove ne parlano? In che termini e con quale linguaggio?

Nel prossimo post vedremo come si procede con un’analisi di listening e quali sono le richieste del cliente.

Pronti a partire?!

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Master online Social Media Marketing

 

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