I love Burlesque

Sparklin'Nina

Un pò di serio, un pò di faceto.

Oggi vi presento Sparklin’Nina, il mio alterego burlesque, infatti per chi non lo sapesse, quando si comincia con questa disciplina, bisogna darsi un nome d’arte, come se ci fosse un’altra noi, più smaliziata e più femminile alla quale imputare ammiccamenti e sculettate.

Ho fatto una sola lezione, per cercare di riappropriarmi di una femminilità un pò sopraffatta dalle questioni di tutti i giorni e dalle corse tra discount e ufficio; e sono rimasta affascinata: dalle movenze, certo, ma anche dall’idea che sta dietro a questa danza che gioca sul sottile confine con lo spogliarello alla Crazy Horse: l’idea è quella che la donna mostra, ma non fa vedere, che tiene in pugno i suoi spettatori e guida i loro sogni, i loro sospiri, le loro passioni, senza mai concedersi veramente. La donna burlesque è forte e sicura di sè e, se non lo è, lo sarà il suo alterego in guanti lunghi e boa, perchè è spettacolo, intrattenimento, arte.

L’arte di sapersi valorizzare, di sapersi amare, accarezzando curve che davanti allo specchio ci fanno pungere gli occhi da lacrime di frustrazione: quando il bustino sottolinea il seno e il fianco abbondante, state certe che sarà solo ammirazione quella che vedrete negli occhi di chi vi guarda.

Il burlesque non ha regole precise, ha tante pose, ma ti insegna a lasciarti andare, al di là dell’imbarazzo iniziale, al di là del sentirsi delle buffe caricature, quello che conta è divertirsi e lasciare che la musica faccia ondeggiare i fianchi, le anche, le braccia.

Ci vorrà del tempo a sembrare anche lontanamente capace, ma già sbirciando sul web ho trovate movenze che ho riconosciuto, riprodotto, assimilato: riuscirò ad ammiccare a mio marito facendo scivolare il boa dal collo, in mezzo al seno, fino a terra, senza sentirmi imbecille? Non lo so. Però spero di sì, perchè ne ho bisogno. Io. Per me stessa. Per quella Nina che c’è in me come in tutte voi e, se per tirarla fuori e riviverla, ho bisogno di darle un nome, benvenga! Se la Anna il tacco e l’anca che ammicca non si ricorda nemmeno cosa sono, sono certa che Nina le insegnerà a ritrovarle…dentro se stessa, perchè c’è una Nina in tutte noi e anche se non faremo mai il bagno nude in una coppa gigante di champagne, beh, mi accontenterò di lanciare un guanto e fare una piroette da cardiopalma.

Buon burlesque a tutte!!

 

Ps. Questa l’insegnante che mi sta facendo scoprire un nuovo mondo! Clicca qui.

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