Italian Style a Porto Cervo

Dopo 10 giorni a Porto Cervo, la prima considerazione che si può fare è che la clonazione, forse, è già cominciata.
L’uomo medio e anche quello upper class (ma sarà vero?), non mostra un pizzico di fantasia e indossa la divisa della Costa Smeralda: camicia bianca, jeans e mocassino.
Classico, direte voi, che male c’è? C’è che la camicia è aperta fino al quarto bottone (indipendentemente dalla prominenza della panza e dalla densità del pelo); che il jeans è a vita bassa anche per quelli col culo piatto e che il mocassino rosso fuoco o verde acido non lo sanno portare proprio tutti (a Briatore lo facciamo mettere perchè è billionario…ma voi?).
Tra Sopra e Sottovento, Coast e Billionaire, non si vedono altro che schiere di camice bianche e mocassini dai colori fluo. L’apoteosi? La versione giorno: mocassino, camicia…e bermuda hawaiano (ma non lo mettevano più solo i surfisti?).
Tutti pronti a spendere 250€ per un lettino al Billionaire Beach, questi nuovi burini chic risparmiano tutto l’anno per fingersi ricchi durante la settimana di Ferragosto.
La caccia al vero rich man, infatti, è lo sport in cui primeggiano i pr assetati di tavoli e liste, che sguinzagliano le loro giovani cubiste a irretire pakistani e russi (indice di garanzia), convincendoli a rimandare partenze e feste in barca per ordinare champagne nel privèe.
I poveri villeggianti borghesi, invece, si fanno la coda all’ingresso, sperando di passare la selezione (camicia bianca e mocassiono sono un lasciapassare); alzando le spalle di fronte a quelli che “io conosco il proprietario” e alle pulzelle scallatissime e magrissime che, si sa, passano sempre.
A Porto Cervo, se vuoi fare il vip, o lo sei o conosci; peggio della mafia cinese, ma assolutamente funzionale, la rete delle conoscenze ti fa vivere da re anche spendendo poco e, se sei donna (e la dai volentieri), la vacanza low cost si fa anche a Porto Cervo.
La cosa che all’esercito di camice bianche e pelo fuori sfugge, è che Porto Cervo è fatta anche di spiagge senza gente, calette da scoprire e gente da conoscere: persone sarde inside e vip per personalità, che ogni anno vedono sfilare orde di Unni e Visigoti che devastano la loro città, riempiendola di code interminabili e gomitate in discoteca. Eppure loro tengono duro, folleggiano notte dopo notte e ti raccontano aneddoti divertenti più di un vecchio d’osteria.
E quando parti ti mancano, più del toast del Panino Giusto alle 7 della mattina, dell’alba meravigliosa mentre torni a casa dall’ennesima serata Sotto/Sopra, loro sono la Porto Cervo che voglio ricordare…anche perchè ripensare a quei panzoni sbottonati porterebbe solo brutti sogni!

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